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"U zuccu" commedia dialettale in tre atti di Francesco Defina rappresentata a Stefanaconi il 14 agosto 2008 dalla Compagnia Teatrale del Centro Anziani di Stefanaconi. |
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Inizio
I capitoli matrimoniali
U zuccu
Rottura del matrimonio: " ... e Pascali a cu nciu damu?"
Finale |
ATTORI: Ciccio Defina (cumpari Peppi), Sina D’Amico (cummari Tresa), Patrizia Mangone (Sabbejuzza, la fidanzata), Lucia Arciglione (donna Consiglia), Evangelista Mignolo (Cola il sacrestano), Michele Maluccio (don Cesare l’arciprete), Rina Matina (cummari Concetta), Saverio Mandarano (mastru Carmelo guardia municipale e u suppessaru Ntoni, padre di Pascali il fidanzato lasciato da Sabbejuzza), Caterina Cugliari (Nuzza), Alessandro Lacaria (Saru u serrisi, nuovo fidanzato di Sabbejuzza) e infine, nel ruolo importante di suggeritrice, Mimma Bruzzano. Presentazione Cantu d'amuri Allestita dal gruppo teatrale del Centro di aggregazione sociale e per Anziani di Stefanaconi, nella serata del 14 agosto, durante i festeggiamenti dell’Assunta, è andata in scena per la prima volta “U zuccu” la nuova commedia scritta dallo stefanaconese doc Francesco Defina. Forse molti si aspettavano un lavoro che muovesse al riso dall’inizio alla fine ma la commedia di Defina oltre a questo ha dimostrato un valore culturale elevato. La riscoperta di tradizioni non più in uso, che le modernità tendono a mandare nel dimenticatoio, e la riproposizione di momenti di vita quotidiana che furono dei nostri nonni: questi i principali obbiettivi di una commedia che tra scene esilaranti e momenti di riscoperta della memoria ha interessato molto gli attenti spettatori. “U zuccu” era un pezzo di tronco che l’uomo innamorato metteva di sera davanti l’uscio di casa di una ragazza da maritare. Se all’indomani il pezzo di legno non c’era più allora voleva dire che il padre dell’innamorato poteva andare in casa della ragazza e parlare con padre di lei. Momenti di vita quotidiana quelli, particolarmente strani per l’epoca moderna che in pochi anni è “volata” dallo “zuccu” a matrimoni che si celebrano solo dopo la nascita dei figli. Difficile pensare nel mondo moderno che solo una cinquantina d’anni fa la proposta di matrimonio avveniva solo con un rito “tribale” e “assurdo” come quello dello “zuccu”. I “Capitoli matrimoniali”, veri e propri contratti di matrimonio, sono poi stati spiegati e descritti in una scena interpretata in modo magistrale da tutti gli attori della Compagnia teatrale di Stefanaconi. Francesco Defina, perfetto nel pensare, scrivere, sceneggiare, curare la regia e interpretare la commedia, non è nuovo a queste manifestazioni d’arte. Altre commedie, poesie e prosa sono state da lui partorite; una mente fervida la sua, alimentata da un grandissimo amore per la Calabria ma soprattutto per Stefanaconi e le sue tradizioni. E’ questo grande amore che accomuna l’associazione Franza il portale di Stefanaconi a Defina che da sempre ha avuto e ha un ruolo importante nelle attività sociali e culturali di Stefanaconi. Come è stato finora, la nostra Associazione auspica e parteciperà ad ogni iniziativa facendosi coinvolgere in tutte le attività indirizzate a valorizzare Stefanaconi, a promuovere il suo territorio e a riscoprire le sue tradizioni così come ha fatto Francesco Defina nella sua bellissima commedia “U zuccu”. Giovanni Battista Bartalotta |