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La morte di Gregorio Sorrente Eremita nella chiesa di Paieradi Numero di ordine 75 L'anno 1850 il dì 31 del mese di dicembre alle ore 24.00 davanti a noi Luigi Natolo Sindaco ed ufficiale dello Stato Civile del comune di Stefanaconi, distretto di Monteleone, provincia di Calabria Ulteriore Seconda, sono comparsi il massaro Giuseppe Lopreiato di anni 37 di professione proprietario, regnicolo, domiciliato in questo comune e Nicola Malferà di anni 42 di professione bovaro, regnicolo, domiciliato ivi, i quali han dichiarato che nel giorno 31 del mese di dicembre 1850 alle ore 22.00 è morto nell'Oratorio della Vergine Santissima di Paieradi il nominato Eremita Gregorio Sorrente di anni 78 vedovo di Giovanna Parisio, adibito all'Oratorio medesimo nato in Tre Croci di Polia di professione eremita domiciliato in questo comune figlio del fu Nicola di professione bracciale domiciliato in Polia e di Caterina Davolo domiciliata ivi. Luigi Natolo sindaco
Gli eremiti erano persone che per devozione o per estrema povertà dedicavano la loro vita vivendo nei pressi di una chiesa per lo più isolata e accudendo alle necessità della stessa. Un dei compiti di Gregorio Sorrente era quello di suonare la campana della chiesa di Paieradi ai soliti orari scandendo lo scorrere del tempo ai contadini che, numerosi, lavoravano la terra nei dintorni. Oratorio: piccolo edificio annesso alla chiesa. |
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Luigi Natolo: il nonno materno del dott. Ettore Stilon Luigi di Natolo nacque a Stefanaconi, in strada Fumata (l’attuale via G. Marconi), alle ore 16,00 del 25 aprile 1816. I genitori furono don Nicola di Natolo di 40 anni di professione dottore fisico (medico) e Maria Teresa Spanò di anni 38. Il sindaco era Gaetano Maria Perrini e i testimoni furono Giuseppe Guastalegnami, di anni 28, vaticale e Domenico Lo Prejato, di anni 60, bracciale; tutti e due i testimoni risiedevano in strada Fumata. Una curiosità: il padre di Luigi si firmava Nicola di Natolo: quel “di” scomparirà nella firma del figlio per poi assumere la versione finale del cognome che sarà “Natoli”. Luigi si sposò in prime nozze a 36 anni con una donna di Polistena, Caterina Grio che di anni ne aveva 33. Caterina nacque a Polistena nel 1819 da Michelangelo Grio e donna Maria Teresa Borgese. Caterina e Luigi si sposarono a Polistena il 6 giugno 1852 e andarono ad abitare a Stefanaconi nella casa posta sul suolo dove ora è ospitato il “Centro di Aggregazione Sociale e per Anziani”. Probabilmente di salute cagionevole, Caterina Grio non ebbe figli e morì a Stefanaconi alle ore 3 del 21 maggio 1855. Il sindaco dell’epoca era Raffaele Arcella mentre i testimoni furono mastro Francesco Saporito, di anni 52, muratore e Giovanni Tamburro, di 32 anni, bracciale. In seconde nozze Luigi sposò la sorella di Caterina, Marina Grio, di quattordici anni più giovane di lui. Marina era nata a Polistena nel 1829 da Michelangelo Grio e da donna Maria Teresa Borgese. La nuova coppia, che si sposò a Polistena il 15 dicembre 1856, generò Teresina (la madre di Vincenzo, Emilia, Alfredo, Elvira ed Ettore Stilon), Nicola, Caterina, Michelangelo e Maria (donna Marietta). Al cimitero di Stefanaconi è ancora presente la cappella dei Natoli. Luigi Natolo fu eletto sindaco nel 1844 e svolse tale incarico fino al 1849. Morì nella sua casa posta in via Vittoria (già strada Fumata e strada Proserpina, ora via G. Marconi) a Stefanaconi all’età di 68 anni, alle tre di notte del 7 giugno 1874. Sindaco dell’epoca era Domenico Lopreiato; testimoni furono Morelli Salvatore, di anni 33, sartore; Fringella Raffaele, di anni 46, sartore; Perrini Gaetano, di anni 54, possidente e Fortuna Domenico, di anni 58, possidente.
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Nel 1850 la Calabria, che faceva parte del Regno delle due Sicilie, era divisa in tre province: Calabria Citeriore (Cosenza), la Calabria Ulteriore Prima (Reggio) e la Calabria Ulteriore Seconda (Catanzaro). Le province erano divise in Distretti; Stefanaconi apparteneva al distretto di Monteleone.
Vaticale: chi guida i muli. Bracciale: bracciante Sartore: sarto Regnicolo: abitante del Regno. Massaro: proprietario di terre. |
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